Mentre il mercato europeo soffoca e viene divorato dai cinesi, con gli USA votati al termico casalingo, il Sud America diviene un salvagente per l’automotive tedesco: ecco perché la Germania spinge per l’accordo commerciale tra l’Unione Europea e il Mercosur (il blocco che comprende Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay). Il recente via libera del Consiglio Europeo alla firma del patto è una prima boccata d’ossigeno per un settore che sta attraversando una delle crisi d’identità e produttive più profonde della sua storia. Adesso, serve l’ok del Parlamento.
La Germania fa e disfa
I teutonici hanno imposto il Green Deal UE con l’auto elettrica e il ban termico 2035, per poi fare retromarcia nelle scorse settimane. Adesso, ecco il Mercosur, appoggiato anche dall’Acea (Associazione europea dei produttori di auto).
Attualmente, le vetture fatte nell’Unione Europea che vengono esportate verso i Paesi del Mercosur sono colpite da dazi che arrivano fino al 35%. Si tratta di una barriera protezionistica altissima che rende i veicoli europei prodotti in Germania, Francia o Italia beni di estremo lusso, difficilmente competitivi rispetto alla produzione locale o ad altri competitor.
L’accordo prevede una riduzione drastica e progressiva di queste tariffe. Per i tedeschi, come Volkswagen, BMW e Mercedes, questo significa poter accedere a un mercato di oltre 270 milioni di consumatori con prezzi molto più aggressivi. Macchine che in Cina non si filano molto.
Barriera tecnica
Ogni Paese del Mercosur ha storicamente adottato normative diverse su sicurezza, emissioni e omologazioni. Questo costringe le Case a modificare i modelli per ogni singolo mercato, aumentando i costi di ricerca, sviluppo e produzione. L’accordo UE-Mercosur punta alla convergenza normativa. L’adozione di standard tecnici internazionali (spesso basati su quelli UNECE già seguiti in Europa) permetterebbe ai tedeschi di esportare lo stesso modello standard senza costose modifiche strutturali. Semplificare la burocrazia tecnica significa ridurre i costi fissi.
Caccia al litio
L’industria automobilistica tedesca è impegnata in una transizione forzata verso l’elettrico, ma la dipendenza dalla Cina per le batterie e i minerali rari è un punto di estrema vulnerabilità. Il Sudamerica, e in particolare il triangolo del litio (che coinvolge l’Argentina, membro del Mercosur), detiene alcune delle riserve più grandi al mondo di minerali critici. L’accordo commerciale facilita la creazione di catene di approvvigionamento sicure e sostenibili.

Cosa dice il Parlamento UE?
Molti Stati membri e diverse fazioni del Parlamento Europeo esprimono preoccupazioni riguardanti la sostenibilità ambientale, in particolare la deforestazione in Amazzonia. Vari settori economici temono il peggio: i prodotti sudamericani potrebbero invadere l’Europa. Molti denunciano come l’accordo sembri favorire l’industria automobilistica (soprattutto tedesca) a scapito degli agricoltori europei, che subiranno la concorrenza sleale di prodotti sudamericani con standard meno rigidi. Viene sollevata la questione della qualità del cibo importato.
Alcuni critici sostengono che un mercato di 700 milioni di persone creato per “allineamento esecutivo” manchi di consenso democratico e responsabilità locale, definendolo un processo di centralizzazione burocratica che non stabilizza la società. Ma dietro c’è la Germania, che fa e disfa. La partita nel Parlamento Europeo sarà lunga e combattuta.
