Tassa indiretta dell’Unione Europea da 280 euro per auto e 600 euro per riscaldamento: è la conseguenza dell’ETS2 imposto ai Paesi membri. Questo emerge dallo studio BIP che analizza l’impatto su auto, riscaldamento e industria off-grid delle nuove norme europee sull’Emission Trade System dal 2027 con effetti a partire dal 2028. Il meccanismo comporterà a carico delle aziende costi che potrebbero incidere tra 2 e 15 mld di € per il trasporto stradale e tra 0,7 e 5 mld di € per il residenziale al 2030. Forchetta che dipende dal range del prezzo delle quote CO2.
Ne dà conto uno studio di BIP, multinazionale di consulenza strategica con consolidata esperienza nell’analisi degli impatti economici, industriali e regolatori delle politiche di transizione energetica (commissionato da Assogasliquidi-Federchimica). Non è una tassa diretta, ma indiretta.
Costo totale auto: lacrime amare
Lo studio BIP ha anche calcolato l’impatto dell’ETS2 sul TCO (Total Cost of Ownership), parametro indispensabile per conoscere il costo totale di un bene lungo tutto il suo ciclo di vita e le alimentazioni a GPL registrano un TCO inferiore del 10-40% rispetto alle alternative. Sono guai per chi ha l’auto a gas GPL o metano, benzina o diesel. Il produttore avrà più costi e di conseguenza questo esborso viene caricato sull’automobilista. Per chi ha un’auto diesel, si tratta del secondo schiaffo. Il primo è l’aumento delle accise, sempre voluto dall’UE, stavolta nel 2026 in Italia.

Lo impone il Sistema
Le normative ETS prevedono l’acquisto di quote di CO2 per alcuni settori. L’ETS è già operativo nel comparto marittimo, mentre l’ETS2 entrerà in vigore per trasporto stradale e riscaldamento. Il Sistema europeo di scambio delle quote di emissione è operativo dal 1° gennaio 2005 e oggi è nella sua quarta fase (2021-2030). Dal 2024 il settore marittimo è già incluso nel meccanismo ETS, con obbligo di contabilizzare le emissioni di per le navi cargo e passeggeri sopra le 5.000 tonnellate di stazza lorda, sia in navigazione che all’ormeggio, anche per viaggi extra-UE (50%). L’ETS2, in fase di implementazione, estenderà il meccanismo, a partire dal 2027/2028, anche ai settori del trasporto stradale e del riscaldamento, ampliando la portata dell’impatto della normativa.
Auto più casa, somma da incubo
Inoltre, l’esborso per l’auto si somma alla batosta per la casa. Nel settore residenziale l’entrata in vigore dell’ETS2 va a sovrapporsi all’applicazione della direttiva EPBD (“Case Green”) e delle sue linee guida applicative. In continuità con precedenti analisi condotte da BIP, emerge come le moderne caldaie a condensazione a gas, sempre più alimentate da gas rinnovabili, consentirebbero di raggiungere i target di decarbonizzazione indicati nella direttiva con costi di gran lunga più contenuti rispetto a una conversione 100% elettrica e senza disagi abitativi per i consumatori; ma l’attuale formulazione prevede ancora il bando della commercializzazione delle caldaie a partire dal 2040.
Auto elettrica, c’è poco da ridere
Se chi ha un’auto a GPL, metano, benzina o diesel piange, chi viaggia su un’elettrica non ride. Con l’aumento di macchine BEV e PHEV in Europa, e con l’avvento delle EREV, si faranno meno pieni di verde e gasolio. Stati ed enti locali incasseranno meno accise e meno bolli: di certo, la pressione fiscale sulle BEV schizzerà alle stelle. Basta attendere. In Gran Bretagna sono già pronti all’imposta al km per la macchina elettrica.
