Ferrari alza gli obiettivi per il 2026 dopo un terzo trimestre chiuso con 431 milioni di euro di utile netto, in crescita del 13%. Le consegne leggermente inferiori non hanno impedito a Maranello di migliorare la redditività, sostenuta dai modelli più remunerativi e dalle configurazioni personalizzate scelte dai clienti.
Le personalizzazioni superiori alle attese e un impatto valutario meno sfavorevole del previsto permettono di indicare ricavi annuali intorno a 7,65 miliardi e un Ebitda rettificato di almeno 3 miliardi di euro.

L’utile operativo rettificato è atteso ad almeno 2,285 miliardi, con un flusso di cassa industriale che potrebbe raggiungere 1,65 miliardi sulla base delle attuali valutazioni degli effetti della crisi mediorientale.
Il flusso di cassa libero industriale aumenta del 43% a 567 milioni, grazie ai risultati operativi e al contributo favorevole del capitale circolante, che compensano gli investimenti. Questo andamento porta la posizione industriale a una cassa netta positiva per 219 milioni al 30 settembre, rispetto ai 131 milioni di debito netto registrati a giugno.

Le vetture consegnate tra luglio e settembre sono 3.368, contro le 3.401 del 2025. Il contributo della F80 e delle personalizzazioni, soprattutto sulla famiglia 296 Speciale, sostiene però la crescita dei ricavi. Il fatturato raggiunge così 1,896 miliardi di euro, aumentando del 7%, con un progresso che sarebbe del 10% escludendo l’effetto dei cambi.
Il miglioramento della composizione delle vendite si riflette nell’utile operativo, salito del 12% a 563 milioni, nonostante ammortamenti e spese di marketing maggiori. Il margine raggiunge il 29,7%, confermando che una quota più elevata dei ricavi si traduce in risultato operativo. Anche l’Ebitda cresce del 12% e arriva a 753 milioni, con un margine del 39,7%, rispetto al 37,9% precedente. Nei nove mesi, Ferrari accumula ricavi per 5,682 miliardi, in aumento del 6%, e un utile netto di circa 1,3 miliardi.
