Il sistema elettrico che Audi ha recentemente depositato tra i brevetti non sa bene cosa vuole essere. Né puro EREV, né ibrido tradizionale: qualcosa nel mezzo, con un progetto registrato e ambizioni che potrebbero cambiare i piani della storica Quattro.

La distinzione tra PHEV ed EREV è semplice: se il motore termico aziona le ruote, è un ibrido; se si limita a generare corrente, è un EREV. Audi, però, sta brevettando qualcosa che non rispetta del tutto questa logica.
Il sistema descritto prevede un motore elettrico primario che muove un asse durante la guida normale, alimentato dalla batteria. Fin qui, niente di nuovo. Il punto interessante arriva sul secondo asse, dove entra in scena un motore elettrico secondario collegato al motore termico tramite giunti speciali. Ed è qui che la semplicità lascia il posto alla complessità tedesca.
Con la batteria carica, entrambi i motori elettrici spingono le ruote e recuperano energia in fase di decelerazione. Quando la batteria si scarica, il motore termico si collega al secondario per ricaricarla. Fin qui, logica da EREV, ma in alcune situazioni, rare, ammette anche Audi, il motore a benzina può collegarsi direttamente al motore elettrico per azionare le ruote.
GM e Honda hanno già esplorato territori simili sulle percorrenze autostradali, ma nessuno ha mai usato lo stesso motore elettrico per fare entrambe le cose contemporaneamente.
Il vantaggio dichiarato da Audi è un minor numero di componenti rispetto a un EREV classico. Un motore elettrico in meno, meno elettronica associata, potenziale riduzione dei costi di produzione.
Il problema, però, si chiama Quattro. La trazione integrale non è un optional per Audi: è identità di brand, quaai un religione aziendale. Questo sistema non garantisce la trazione su tutte le ruote in ogni situazione, se il motore secondario è impegnato a ricaricare la batteria, un asse resta scoperto. Per un’azienda che ha costruito decenni di comunicazione intorno alla Quattro, è un ostacolo tutt’altro che trascurabile.

Il brevetto è depositato, ma questo non significa produzione confermata. Spesso i brevetti esistono solo per proteggere un’idea, non per annunciarne l’arrivo in concessionaria. Se Audi trovasse una soluzione al problema della trazione integrale, questo sistema potrebbe davvero ridisegnare la propria architettura elettrificata?
