Incentivi auto elettriche 2025 a inizio settembre: fake, non andate in concessionaria

Molti siti e social dicono che, alla ripresa, a inizio settembre, scattano subito gli incentivi auto elettriche 2025: è una fake.
Incentivi auto elettriche 2025 a inizio settembre Incentivi auto elettriche 2025 a inizio settembre

Fake news da siti web e social: alla ripresa, a inizio settembre, scattano subito gli incentivi auto elettriche 2025. Non è vero, è una bufala. È inutile quindi che andate in concessionaria a chiedere gli ecobonus con sconto statale, perché non esiste assolutamente nulla per ora. Gli incentivi arriveranno, ma non a inizio settembre alla ripresa. Poi nessuno conosce esattamente le modalità per avere gli ecobonus in dettaglio, perché manca la FAQ ministeriale. Come fanno siti e social a dare la FAQ se non c’è quella ufficiale? Sono solo fandonie in rete. Vi illudono: ecco gli incentivi auto di inizio settembre. Poi l’addetto nel salone è obbligato a spiegare tutta la telenovela.

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Incentivi auto elettriche 2025 a inizio settembre: fake, ecco perché

Infatti, per ora c’è solo un vecchio decreto quadro del ministero dell’Ambiente. La Corte dei conti sta valutando tutto, ossia se lo Stato ha in effetti la copertura. Non dovrebbero esserci grossi guai, in quanto il denaro arriva dall’Europa col PNRR, sebbene magari potrebbe essere utilizzato diversamente. Tant’è vero che all’inizio i 597 milioni di euro erano destinati alle colonnine di ricarica veloci, necessarie come l’ossigeno. Il bando è stato un flop colossale e si è passati ai quattrini ai consumatori, dopo che nei mesi scorsi il ministero delle Imprese aveva detto: incentivi auto inutili. Insomma, qui c’è un bel caos. 

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Dopo l’ok dei giudici, servono il decreto attuativo e la piattaforma con tutte le istruzioni sia per le concessionarie sia per i consumatori. Infine, occhio alla fake degli incentivi per tutti: non diciamo idiozie. Ci sono 100 mila paletti di ogni genere. ISEE bassissimo, vivere in un certo contesto, avere una data macchina da dare dentro come rottame, scegliere un’auto elettrica con un certo massimo di listino. Sono ecobonus complicatissimi, cervellotici, che arrivano tardi rispetto all’annuncio paralizzando il mercato normale e delle BEV. Proprio in Italia dove le vendite di macchine nuove vanno malissimo.

La strada è segnata

Con o senza ecobonus 2025, l’Italia è destinata a soffrire dell’effetto Cuba per decenni: tutti a catapultarsi su auto usate a benzina o diesel. Il gasolio resta un amore infinito per gli italiani, come dicono i numeri sia del circolante sia degli acquisti di seconda mano. La soluzione per prevenire il male sia da noi sia in UE è l’abbattimento immediato del Green Deal auto elettrica 2019 voluto dalla sinistra tedesca, allora fortissima, assieme ai compagni della sinistra francese. Ora che le due fazioni politiche sono in gravissima difficoltà, pagando a caro prezzo i disastri del Green Deal, nel 2026 le cose possono cambiare in Europa. 

Molti siti e social dicono che, alla ripresa, a inizio settembre, scattano subito gli incentivi auto elettriche 2025: è una fake.

Lobby verdi scatenate: come combattono

Resta l’enorme ostacolo delle potentissime lobby green nell’Unione Europea, davvero influenti: col doping sui numeri, alterati da km zero ed ecobonus in Belgio, Germania e Francia, sostengono che ci sia il boom dell’elettrico. Arrivato nientepopodimeno al 15% di quota. Addirittura. Nel 2035 dovrà essere del 100%. Come, lo sanno solo loro, giacché appena il doping km zero e incentivi scomparirà, le BEV scompariranno. Contesto del tutto diverso in Cina: qui con le colonnine veloci ovunque e il costo dell’elettricità basso, c’è spazio per l’avanzata delle elettriche.

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