La Germania dell’auto elettrica ora prega per il motore termico in UE e USA

La Germania del Green Deal auto elettrica adesso spera nelle vendite di vetture a benzina in UE e USA.
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Si è passati dalla Germania di sinistra del 2019, col Green Deal auto elettrica, alla Berlino 2025 che spera nelle vendite di vetture a benzina in Unione Europea e Stati Uniti. Si va in pressing sulla Commissione UE affinché elimini subito il bando termico 2035 che porta disoccupazione e instabilità sociale. E addirittura l’associazione tedesca dell’industria automobilistica VDA preme su Washington: ora gli States devono onorare rapidamente un accordo con Bruxelles e ridurre i dazi sulle esportazioni di auto termiche a benzina dall’UE al 15% dal 27,5% a partire dal 1° agosto, dopo che l’UE ha avviato il processo legislativo per rimuovere i dazi merci statunitensi. “Per l’industria automobilistica, gli attuali elevati oneri aggiuntivi comportano notevoli perdite finanziarie. Pertanto, il tempo è essenziale per fornire un rapido sollievo alle aziende in questo settore”, ha dichiarato venerdì la presidente della VDA, Hildegard Mueller.

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La Germania dell’auto elettrica ora prega per il motore termico: occhio a Trump

Ma davvero ora gli USA devono abbassare i dazi? No. Non devono. Non c’è nessun trattato con vincolo giuridico. C’è solo un accordo commerciale, peraltro impreciso. Inoltre, gli States abbassano il dazio auto purché le misure prese dall’UE siano di gradimento alla Casa Bianca. Cosicché si aspetta una risposta di Trump, che ha già imposto condizioni fortemente sbilanciate a proprio favore nell’intesa con Ursula von der Leyen. 

La Germania dell’auto elettrica ora prega per il motore termico in UE e USA

Incubo Germania in Cina

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La Germania del Green Deal auto elettrica voluto dalla sinistra è nella morsa, con tre nemici. Da una parte, il flop colossale delle BEV in Europa, al 15% per le km zero farlocche che dopano il mercato al fine di evitare le multe di 16 miliardi. Da un secondo lato, gli USA piazzano dazi e tengono le auto termiche tedesche alla larga. Poi c’è la Cina. Qui il terzo incubo: da luglio 2025, la soglia per l’applicazione della tassa di consumo sulle auto di lusso è stata abbassata da 1,3 milioni di yuan (154.000 euro) a 900.000 yuan (107.000 euro). Così, rientra nella categoria lusso un numero elevatissimo di modelli importati, tra cui molte auto premium di marchi come Mercedes, BMW, Audi e Porsche, che in precedenza erano esenti da questa imposta. È la ritorsione da parte di Pechino in risposta all’introduzione di nuovi dazi da parte dell’Unione Europea sulle auto elettriche importate dalla Cina. Che esercita pressione sui produttori tedeschi affinché facciano lobby a Bruxelles per revocare i dazi europei.

Risultato: crollo delle vendite tedesche in Cina. Le targhe a luglio dei produttori premium stranieri – secondo i dati della China Automobile Dealers Association – sono precipitate del 18%, scendendo sotto i 45.100 esemplari.

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