La crisi dell’auto tedesca spiegata in pochi numeri: occhi su BMW

La crisi dell’auto tedesca colpisce duramente: Mercedes -49%, Volkswagen -44%. BMW resiste con -3% grazie alla produzione flessibile.
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La crisi dell’auto tedesca non è più un’ipotesi da ascoltare a un convegno. Nel 2025 i numeri hanno parlato con la brutalità dei bilanci: gli utili Mercedes sono crollati del 49%, quelli Volkswagen del 44%. BMW ha chiuso (solamente) con un -3%. Non è un successo, ma nel disastro generale qualcuno potrebbe vederci persino un trionfo.

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Il problema è strutturale. Produrre in Germania costa di più, l’energia pesa come un macigno, la Cina è diventata un mercato ostile. Per decenni il modello industriale tedesco ha trainato l’Europa automotive, oggi si trova sotto pressione come non accadeva dalla crisi finanziaria del 2008. La transizione elettrica, gestita con tempistiche poco allineate al mercato reale, ha fatto il resto.

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BMW ha consegnato 2,46 milioni di auto nel 2025, crescita irrisoria dello 0,5%. Di queste, circa 442.000 elettriche. Il dato che pesa è la Cina: -12,5%. Un colpo duro, considerando quanto quel mercato conti strategicamente. Eppure la casa bavarese ha retto meglio dei concorrenti tedeschi grazie a una strategia industriale precisa: massima flessibilità produttiva.

A differenza di Mercedes e Volkswagen, BMW produce termiche ed elettriche sulla stessa linea. Se il mercato rallenta sull’elettrico, aumenti i motori tradizionali. Se accelera, fai l’opposto. È pragmatismo industriale, non filosofia green. Funziona perché riduce i rischi e migliora l’efficienza. L’altro asso nella manica è Spartanburg: 11.000 dipendenti, 1.500 auto al giorno prodotte negli Stati Uniti. Una presenza che riduce l’esposizione ai dazi e alle tensioni commerciali.

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Ecco dunque 2,9 miliardi di dollari risparmiati nell’ultimo anno: costi di sviluppo più bassi, materiali meno costosi, amministrazione snella. Oliver Zipse, CEO di BMW, la chiama “Power of Choice”, tutte le motorizzazioni su tutti i mercati, senza scommettere tutto su un’unica soluzione.

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Il presente di BMW appare solido. La piattaforma Neue Klasse, però, cambierà tutto. Impianti dedicati esclusivamente alle elettriche, addio alla produzione mista che oggi rappresenta il punto di forza del gruppo. Se la domanda di elettriche non crescerà come previsto, BMW potrebbe trovarsi esposta esattamente come i concorrenti che oggi guarda dall’alto.