La nuova Ypsilon non sembra aver generato l’entusiasmo sperato tra gli automobilisti italiani ed europei e questo rende ancora più urgente capire su quali modelli Lancia potrà contare dopo l’arrivo della Gamma, attesa nei prossimi mesi. Molto dipenderà dal piano produttivo aggiornato di Stellantis, che Antonio Filosa dovrebbe presentare il 21 maggio, ma nel frattempo è possibile ragionare su tre direzioni strategiche che avrebbero senso per il marchio.

La prima ipotesi riguarda un B-SUV, eventualmente derivato dalla Ypsilon o sviluppato nello stesso segmento. Si tratterebbe di una scelta coerente con le dinamiche di mercato attuali, considerando i risultati ottenuti da Jeep Avenger, Fiat 600 e Alfa Romeo Junior su piattaforme già disponibili all’interno del gruppo. Per Lancia, un modello di questo tipo dovrebbe distinguersi attraverso un design elegante e raffinato, potendo contare su un segmento che in Europa continua a registrare una domanda sostenuta.
La seconda possibilità guarda verso il basso, con una city car di segmento A dal posizionamento accessibile, magari intorno ai 15.000 euro. Le sinergie con le piattaforme Fiat consentirebbero di contenere i costi di sviluppo, proponendo un prodotto curato nell’estetica e capace di attrarre chi cerca qualcosa di diverso dalle alternative generaliste senza avvicinarsi ai listini delle compatte premium.
Il capitolo più complesso resta quello della nuova Delta, un progetto di cui negli ultimi mesi si è parlato sempre meno nonostante inizialmente sembrasse tra i pilastri del rilancio. Il peso del nome impone un prodotto all’altezza, capace di richiamare il passato senza scivolare nella nostalgia, con proporzioni decise e trazione integrale.

La piattaforma STLA Small, attesa al debutto con la nuova Peugeot 208, potrebbe fornire la base tecnica, ma per una Delta credibile sarebbe fondamentale prevedere motorizzazioni ibride, elettriche e possibilmente anche termiche, mantenendo un legame con la tradizione sportiva che quel nome porta con sé.
Il futuro di Lancia potrebbe dunque articolarsi su questi tre modelli, ciascuno con un ruolo preciso nel dare profondità a un marchio che ha ancora molto da dimostrare sul mercato.
