Solo auto elettriche in Norvegia: green fake news per il lavaggio del cervello

Le lobby verdi amano diffondere informazioni false in stile propaganda: fra queste, la pseudo notizia della Norvegia dove ci sarebbero solo auto elettriche.
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Nel tentativo disperato di fare il lavaggio del cervello ai consumatori, le lobby verdi diffondono informazioni false in stile propaganda: in particolare, va forte la pseudo notizia della Norvegia dove ci sarebbero solo auto elettriche. Una bugia che va in coppia con quella secondo cui nel mondo ci sarebbe il boom di BEV (macchine elettriche al 100%): in realtà, si tratta di PHEV, ibride a combustione con motore a benzina, termiche con la batteria.

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Norvegia: qual è la verità

Nel 2025, in Norvegia, quasi tutto il venduto nuovo è elettrico (95%). Ma il parco circolante era, è e rimarrà termico per la stragrande maggioranza: il 70% è a combustione. Dentro, ci metti di tutto, ossia a benzina, diesel, ibrido, ibrido ricaricabile. Solo il 30% è elettrico. Perché? Anzitutto, molti continuano ad amare il motore a benzina. Secondo: non per tutti le BEV sono comode. Terzo: non tutti intendono spendere un patrimonio per un’elettrica, desiderando tenere i quattrini per altre spese. Il processo di sostituzione completa richiederà decenni, poiché la vita media di un’auto lassù supera i 15 anni. In questo lasso temporale, può accadere di tutto, incluso l’arrivo di altre Commissioni UE.

La Norvegia verde dell’auto elettrica

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Questa storia della Norvegia verde da prendere come modello per l’auto elettrica fa ridere. Trattasi di uno dei principali esportatori mondiali di idrocarburi. In sostanza, il Paese riduce le emissioni locali sussidiando le elettriche, ma alimenta le emissioni globali vendendo combustibili fossili al resto del mondo. Inoltre, con le batterie che inquinano nel ciclo vita, non si hanno benefici ambientali.

La coscienza ambientale dei norvegesi

Per anni, chi acquistava un’auto elettrica godeva dell’esenzione dall’IVA (25%), dell’esenzione dalle tasse di importazione, di sconti sui traghetti e parcheggi gratuiti. Senza questi aiuti, che pesano per miliardi di corone sulle casse dello Stato, il mercato elettrico norvegese non sarebbe mai decollato. In Italia, in Norvegia o sulla Luna, se il governo piazza soldi per un’auto a carbone, quella ha un successo enorme. È già accaduto con le macchine a gas: vedasi il metano, ormai deceduto senza bonus statali.

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Altro che modello norvegese: l’elettrico UE è un flop

I Gruppi occidentali si trovano ad affrontare la sfida della transizione all’elettrico in un mercato europeo che non risponde con il vigore sperato. La mancanza di una rete di ricarica capillare e i prezzi elevati delle auto a batteria hanno frenato la domanda, costringendo il gruppo a ridurre i turni e ricorrere massicciamente agli ammortizzatori sociali. Inoltre, pende sulla testa del gruppo la minaccia delle multe per le emissioni di CO2. Senza una maggiore flessibilità da parte dell’Unione Europea, Stellantis rischia sanzioni teoriche pesantissime: un fattore che spinge l’azienda a privilegiare la vendita di modelli a basse emissioni, spesso prodotti dove i costi sono più contenuti. È un allarme per l’economia auto UE: uno tsunami industriale e sociale in nome dell’ideologia e del dogma green, in base al quale la CO2m va misurata allo scarico. In realtà, conta il ciclo vita, con la batteria che distrugge Madre Terra dalla nascita alla morte.