Il progetto ACC per la produzione di celle batteria a Termoli non andrà avanti nella forma originaria, e lo stabilimento molisano cambia missione all’interno del nuovo piano industriale Stellantis. Al posto della gigafactory da 40 GWh annui prevista con Mercedes-Benz e TotalEnergies, il sito ospiterà una linea di trasmissioni eDCT da circa 300.000 unità l’anno destinate ai modelli ibridi ed elettrici del gruppo, insieme alla produzione di motori GSE. L’obiettivo europeo è raggiungere una capacità complessiva di 900.000 cambi eDCT annui.
Stellantis cambia i piani per la gigafactory di Termoli: ora punta sulle trasmissioni eDCT per l’ibrido

Antonio Filosa ha spiegato la riconversione durante l’audizione parlamentare. “A Termoli portiamo le trasmissioni eDCT, che saranno montate su tutti i motori ibridi ed elettrici che produrremo in Europa e altrove, e i motori GSE”, ha dichiarato il CEO di Stellantis, inquadrando la scelta in un contesto di domanda elettrica ancora insufficiente per giustificare un impianto di batterie nel Paese. “Ci sarà una gigafactory in Italia? Prima bisogna chiedersi se oggi esiste una domanda di batterie in Italia”, ha aggiunto, ricordando che la quota di auto elettriche in Europa si attesta intorno al 20 per cento contro il 10 per cento italiano.
A pesare sulla decisione interviene anche il differenziale energetico tra i Paesi europei. “In Spagna paghiamo 90 euro a megawattora; in Italia paghiamo 205 euro/MWh”, ha sottolineato Filosa, un divario che rende la produzione di celle particolarmente onerosa in territorio italiano. Non a caso Stellantis ha concentrato la strategia sulle batterie LFP in Spagna, dove l’impianto con CATL a Saragozza prevede investimenti fino a 4,1 miliardi di euro per una produzione su larga scala di celle a basso costo, una chimica che sta erodendo rapidamente la centralità delle NMC ritenute ormai troppo costose.

Termoli resta quindi nel perimetro industriale del gruppo attraverso la componentistica ibrida, mentre la riapertura di un dossier batterie in Italia dipenderà dall’evoluzione della domanda elettrica e da una riduzione dei costi energetici che oggi appare lontana.
