Stellantis ha deciso che è arrivato il momento di parlarsi. Il gruppo ha annunciato la nascita dell’Europe Supplier Advisory Council, il primo organismo del genere creato in Europa dalla casa automobilistica, pensato per mettere attorno allo stesso tavolo i principali manager regionali del gruppo e 26 partner fornitori. Competenze, tecnologie, materiali: una fetta consistente e strategica della filiera automobilistica europea, tutta dentro una stanza.
In un settore che deve fare i conti con transizione elettrica, pressioni sui costi, normative sempre più stringenti e mercati che non danno certezze, Stellantis sceglie il confronto strutturato come strumento di risposta. Non un tavolo diplomatico, ma operativo. L’obiettivo dichiarato è identificare i colli di bottiglia lungo la catena del valore, scioglierli e accelerare le soluzioni prima che diventino problemi irreversibili.
Nel 2026 sono previsti tre incontri, ciascuno della durata di un giorno e mezzo. Abbastanza per non essere simbolici, ma senza essere un sostituto di politiche industriali più strutturali. Si tratta certamente di un inizio. Convincente? Lo vedremo.

A rafforzare il perimetro del Consiglio ci sarà anche il contributo di Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) e FIEV (Fédération des Industries des Equipementiers pour véhicules), le due principali associazioni della componentistica europea, chiamate a portare la voce collettiva dei fornitori in modo organizzato. Un segnale che l’iniziativa non vuole restare confinata ai vertici.
“Un’importante pietra miliare per rafforzare le performance industriali della regione”, l’ha definita Emanuele Cappellano, Chief Operating Officer di Stellantis Europe. Stephane Dubs, Senior Vice President Purchasing and Supplier Quality, ha invece inquadrato il Consiglio come il luogo dove lavorare fianco a fianco su qualità, innovazione, costi, prontezza al lancio e resilienza della supply chain.
Dal lato associativo, il presidente di FIEV Jean-Louis Pech ha parlato di opportunità preziosa, mentre Marco Stella di Anfia ha messo il dito nella piaga: oggi, tra debolezza del mercato europeo, instabilità geopolitica e concorrenza crescente, investire in una partnership solida con i fornitori non è più una scelta strategica facoltativa. È una necessità.

Stellantis lo sa. Ora bisogna vedere se lo Europe Supplier Advisory Council diventerà davvero lo strumento che la filiera europea aspettava.
