Stellantis, quattro i marchi su cui investirà: cosa succederà agli altri

Il piano industriale atteso il 21 maggio potrebbe ridefinire il ruolo dei 14 brand di Stellantis, con quattro marchi destinati a ricevere investimenti.
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Stellantis starebbe valutando di concentrare la maggior parte dei futuri investimenti su quattro marchi considerati prioritari, Jeep, Ram, Peugeot e Fiat, ridimensionando il peso degli altri brand all’interno del portafoglio del gruppo. Secondo le indiscrezioni più recenti, la direzione impressa da Antonio Filosa non prevedrebbe dismissioni o cessioni, ma un ridisegno dei ruoli interni con una distinzione più marcata tra i marchi destinati a ricevere risorse su scala globale e quelli che opererebbero con maggiore autonomia nei rispettivi mercati di riferimento.

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Fiat Grande Panda

La logica di fondo rispecchia il peso commerciale dei singoli brand. Jeep mantiene volumi rilevanti sia negli Stati Uniti sia in Europa, Ram presidia il segmento dei pick-up in Nord America e in Sud America, Peugeot rappresenta il marchio di volume più solido tra Europa e mercati francofoni, mentre Fiat conserva una posizione dominante in Italia, Brasile e in diverse aree del Sud America. Attorno a questi quattro nomi Stellantis concentrerebbe la propria strategia, con piattaforme dedicate e investimenti industriali, cercando di massimizzare i ritorni nelle aree geografiche dove il gruppo genera la quota più consistente di ricavi.

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Per gli altri marchi lo scenario è più sfumato. DS Automobiles potrebbe restare focalizzata principalmente sulla Francia, mentre Lancia si prepara al lancio della nuova Gamma ma continua a operare quasi esclusivamente sul mercato italiano. Sul terzo modello previsto nel piano del marchio torinese, la nuova Delta, non sono arrivate conferme e la revisione delle priorità decisa dal gruppo potrebbe aver inciso sulla tempistica o sulla fattibilità del progetto.

Nuove Alfa Romeo Giulia e Stelvio

Chrysler dovrebbe proseguire con la Pacifica come modello centrale negli Stati Uniti, affiancata da un nuovo SUV compatto , mentre Dodge punterebbe soprattutto sulla Charger, per la quale si ipotizza anche un possibile ritorno del motore V8. Maserati, che sta lavorando alla nuova Grecale, attraversa una fase particolarmente difficile, e Alfa Romeo dovrà attendere il 2028 per le nuove Stelvio e Giulia, rinviate di tre anni rispetto alla pianificazione originaria.

Stellantis non sembra orientata a eliminare marchi dal proprio portafoglio, ma a differenziare in modo più rigido i livelli di investimento, riservando ai brand con volumi e margini più elevati la quota prevalente delle risorse disponibili e lasciando agli altri un perimetro operativo più circoscritto e legato ai mercati dove mantengono una presenza consolidata. Il quadro dovrebbe diventare più definito il 21 maggio, quando Filosa presenterà da Detroit il nuovo piano industriale del gruppo.