Stellantis torna sui suoi passi, ancora una volta. Le piattaforme STLA, sbandierate come il futuro dell’elettrificazione del gruppo, avranno vita brevissima. STLA Small e Medium sono già state condannate, mentre per la Large il destino appare segnato anche se ancora avvolto nel mistero. Il motivo sarebbe semplice. Erano state progettate principalmente per vetture elettriche, ma nel frattempo qualcuno ai piani alti ha finalmente realizzato che gli automobilisti, quelli veri, preferiscono l’ibrido. Almeno fino al 2035.

Con l’arrivo di Antonio Filosa al posto di Carlos Tavares, il gruppo ha deciso di cambiare strategia e mettere a punto nuove piattaforme realmente multi-energia, capaci di ospitare motorizzazioni ibride senza compromessi. Una mossa che suona come un’ammissione di colpa: le architetture attuali, pensate per inseguire il futuro elettrico, si sono rivelate inadeguate alle necessità concrete.
Ovviamente i modelli già programmati su queste basi tecniche verranno confermati. Non si butta via tutto dall’oggi al domani, soprattutto dopo gli investimenti miliardari già sostenuti. Le novità riguarderanno i veicoli post-2028, quando Stellantis inaugurerà una nuova era con piattaforme i cui nomi circolano già internamente ma che, per ora, restano riservati.

Possiamo anticipare che l’erede della STLA Small deriverà ancora dalla CMP, mentre sulla STLA Large regna il silenzio. Non possiamo quindi confermare le voci circolate settimane fa su un possibile impiego della piattaforma Giorgio Evo per le nuove Alfa Romeo Giulia e Stelvio.
Il capitolo piattaforme sarà sicuramente uno dei temi centrali dell’intervento di Filosa previsto per il 21 maggio, quando verrà svelato il nuovo piano strategico del gruppo. In quella sede si capiranno le reali intenzioni di Stellantis, che ha finalmente compreso una verità elementare: per recuperare il terreno perso serve cambiare strategia, non solo a parole. Ci aspettiamo rivelazioni su tutti i fronti. Speriamo solo che questa volta le scelte industriali durino più di un mandato.
