La Celica torna. Per ora, però, solo con il numero di gara attaccato. Toyota ha confermato ufficialmente la GR Celica da rally, e i prototipi camuffati girano per strada da mesi, senza che nessuno abbia fatto troppa fatica a capire cosa fossero. Il debutto in gara è previsto tra pochi mesi, nel Mondiale Rally 2027 (WRC). Per noi appassionati che speriamo di vederla in concessionaria, invece, faremmo bene a procurarci una sedia comoda.
La versione stradale ha davanti a sé un percorso di sviluppo ben più lungo. Quella da rally ha bruciato le tappe perché poggia su un nuovo telaio di controllo, comune a tutti i team della categoria Rally1, la massima serie del WRC.

Sotto il cofano lavorerà un quattro cilindri in linea turbo da 1,6 litri, derivato dai motori già impiegati nella Rally2. Toyota schiererà due squadre, Toyota Racing con la nuova Celica, Gazoo Racing con l’attuale GR Yaris.
Il capo di Gazoo Racing, Tomoya Takahashi, ha ammesso a inizio anno che la nuova piattaforma a motore centrale è appena al primo di quattro stadi di sviluppo. Il debutto in showroom potrebbe slittare verso la fine del decennio. Non proprio una corsa contro il tempo.

Parte del ritardo nasce dalle difficoltà incontrate lungo il cammino. Per i test Toyota ha usato scocche di GR Yaris modificate, poi evolute in una vera auto da corsa schierata in Giappone nella serie Super Taikyu. Il cuore della futura sportiva sarà un nuovo 2.0 turbo a quattro cilindri in linea, nome in codice G20E, accreditato di circa 450 cavalli nella versione base. Una variante aspirata più docile potrebbe finire su una futura GR 86, mentre una declinazione ibrida si candida come opzione per la Celica.
La piattaforma a motore centrale potrebbe non fermarsi alla Celica: il prototipo del Super Taikyu ha un profilo molto più slanciato della versione rally, e qualcuno ci vede già una futura MR2. Due nomi storici resuscitati con un solo telaio, davvero niente male.
Va detto che la Celica, per molti, è sempre stata più una sportiva da passeggio che un’arma da prestazioni pure. Il suo passato nei rally è tutt’altro che di rappresentanza. La GT-Four univa un quattro cilindri turbo alla trazione integrale permanente e contribuì a portare a Toyota numerosi titoli costruttori e piloti nel WRC degli anni Novanta. Ora il nome è pronto a ricominciare quasi da zero.
