Una Fiat Multipla ispirata alla Multiplay, ma con una carrozzeria familiare che rinuncia alla trasformazione in pick-up, è la proposta mostrata in questi render realizzati da Kleber Silva, conosciuto anche come KDesign, che adatta le forme del concept presentato a Parigi a un’automobile dall’aspetto più vicino alla produzione.
Arnaud Belloni ha spiegato ad Autocar che nella gamma manca una vettura capace di rispondere alle necessità delle famiglie. Il CEO guarda a una nuova lettura della monovolume, arricchita da caratteristiche dei SUV, attraverso cui recuperare spazio e praticità senza limitarsi a ripetere il passato.

La Multiplay rappresenta un riferimento per questo percorso, ma tradurla in un prodotto finito richiederebbe almeno due o tre anni, nell’ipotesi di procedere rapidamente. François Leboine, responsabile del design, ha inoltre richiamato l’importanza delle reazioni del pubblico e del prezzo finale. L’utilizzo di componenti già presenti in Stellantis dovrà aiutare a contenere i costi, accompagnando la selezione delle soluzioni da conservare.
Silva immagina la sua familiare con un abitacolo che mostra sedute separate, rivestimenti chiari e binari sul pavimento. Fra i posti posteriori rimane un corridoio, accanto a un’impostazione anteriore che comprende uno schermo al centro della plancia e pulsanti fisici. La console ospita anche vani portabicchieri.

All’esterno il tetto prosegue quasi senza inclinarsi, sopra finestrini estesi che lasciano spazio a un montante posteriore chiaro. Le barre superiori e le calotte degli specchi hanno finitura argentata, ripresa negli inserti inferiori della carrozzeria. Le maniglie convenzionali e i cerchi con superfici geometriche bicolore completano il profilo.
Il verde della vernice contrasta con i rivestimenti neri che seguono i passaruota dalle forme angolari. Davanti, piccoli moduli luminosi accompagnano un pannello scuro con il nome Fiat, sopra il paraurti incorniciato da elementi a C. Il cofano mantiene un andamento piatto, riprendendo l’impostazione del prototipo.
La coda raccoglie invece il disegno attorno a una fascia luminosa composta da pixel, collocata su un portellone quasi verticale. Uno spoiler conclude il tetto sopra il vetro posteriore e le protezioni del paraurti ripetono l’abbinamento fra nero e argento.

La disposizione interna si allontana dalle due file da tre sedute della Multipla firmata Roberto Giolito, prodotta fino al 2010. Quel modello aveva recuperato una denominazione già utilizzata dalla 600 Multipla del 1956, che organizzava passeggeri e bagagli in una carrozzeria compatta.
