Peugeot primo marchio con STLA Small: Stellantis a trazione francese

Peugeot sarà il primo marchio del Gruppo Stellantis con piattaforma STLA Small. Questo induce a una considerazione: la multinazionale resterà a trazione francese.
stellantis-stla-large-platform-front3-4 stellantis-stla-large-platform-front3-4

Con Tavares, la bilancia di Stellantis pendeva verso la Francia, e ora con Filosa? Le recenti dichiarazioni di Alain Favey, CEO di Peugeot, secondo cui la Casa sarà il primo marchio del Gruppo con piattaforma STLA Small inducono a una considerazione: la multinazionale resterà a trazione transalpina.

Advertisement

Le parole di Favey sono un annuncio industriale sulla prossima generazione della 208, ma anche una dichiarazione di sovranità tecnologica all’interno dell’universo Stellantis. Dire che Peugeot sarà il primo costruttore con la piattaforma STLA Small, dopo aver fatto lo stesso con la STLA Medium (attraverso la 3008), la dice lunga. Se il cuore tecnologico batte a Parigi e le piattaforme nascono sotto l’egida del Leone, l’anima italiana non prevale.

Il primato della piattaforma

Advertisement

La STLA Small sarà l’ossatura del segmento B e C entry level: la fascia di mercato dove Stellantis macina i volumi più alti in Europa. Prima c’era quella inferiore per Fiat, con macchine più piccole e meno care. Ma trattasi preistoria. Se Peugeot è il brand che apre la strada a questa architettura, potrebbe esserci un significato: parametri tecnici, economie di scala e fornitori di riferimento sono scelti in funzione di Peugeot. Prima la Francia. D’altronde, è un diritto della famiglia francese. 

Tutto questo in passato è stato percepito come un male dagli appassionati di Fiat, Lancia e Alfa. Che volevano il tutto italiano. La storia, il profumo della tradizione nostrana. Con ripercussioni negative sulle vendite.  Quando Fiat, Lancia o Alfa Romeo utilizzeranno la medesima base, si troveranno a dover adattare il proprio DNA a uno scheletro già definito altrove. Un processo di standardizzazione per economie di scala in tutti i Gruppi, ma qui la situazione è particolare: la base francese e il ricarrozzamento italiano non viene digerito. Al di là di dove la macchina si fa: chiaro che si scelgano spesso fabbriche fuori dall’Italia, la quale non compra il gas russo e ha bollette alle stelle.

La legittima fierezza con cui Favey rivendica il ruolo di Peugeot come portatore di innovazione pare la conferma che la cabina di regia del prodotto di massa è saldamente nelle mani degli uomini ex PSA.

Peugeot primo marchio con STLA Small: Stellantis a trazione francese?

Occhio all’Alfa

Advertisement

Se Alfa Romeo perde la sua proiezione globale per ripiegare su un’Europa dominata dalle piattaforme francesi, la Casa italiana rischia grosso. La Junior è il simbolo di questa fusione. Stesso panello porta della 600, stesso motore Puretech, delocalizzata e nella versione ibrida, con carreggiata stretta. Invece, la MITo era tutt’altra cosa anche se derivata dalla Punto (italiana). Con la nomina di Antonio Filosa, manager dal curriculum profondamente legato all’ex FCA, si è ipotizzato un cambio di rotta. La sua capacità di ascolto e la volontà dichiarata di riparare i rapporti con l’Italia hanno generato un clima di ottimismo. Il CEO sembra avere lo sguardo rivolto altrove: il baricentro si sposta in USA, terra della libertà di comprare e vendere. Arrivano investimenti da parte di tutti i costruttori, per la gioia di Trump. In Europa, è un pianto unico, con fabbriche che chiudono a causa dell’elettrico.