Stellantis ha in agenda un forum ad Algeri per il 7 settembre, rivolto alle imprese italiane della componentistica e delle tecnologie automotive. Tutto per rafforzare la filiera produttiva attorno allo stabilimento Fiat di Tafraoui-Orano, avviato nel dicembre 2023 con un investimento iniziale superiore a 200 milioni di euro.
Non è il primo tentativo di coinvolgere l’indotto nazionale. A febbraio, a Torino, Stellantis Algeria aveva già incontrato un centinaio di imprese piemontesi ospitate dall’Unione Industriali. Il messaggio, allora come ora, è sempre lo stesso. Non si tratta di delocalizzazione, ma di produrre “sul mercato algerino per il mercato algerino”. Una formula che prova a disinnescare le tensioni.

Il perno della strategia è la Fiat Grande Panda, prevista in assemblaggio a Tafraoui con un’integrazione locale iniziale del 20%, destinata a salire oltre il 30% entro il 2026. Il modello CKD, quello che prevede veicoli assemblati a partire da kit di componenti, è spesso una fase di transizione verso una manifattura più strutturata, e in questo caso risponde alla logica di un mercato dove prezzo, robustezza e costi di gestione contano più di tutto il resto.
L’orizzonte produttivo è ambizioso, con 90.000 veicoli entro il 2026, un’espansione del sito annunciata nell’aprile 2026 per portare la capacità a 135.000 unità l’anno entro il 2028, nuove linee di stampaggio e assemblaggio incluse.

Per i fornitori italiani il forum promosso da Stellantis apre opportunità concrete in componentistica, automazione, impianti e logistica. Il problema è il contesto in cui arriva l’invito. Circa il 27% dell’indotto italiano si trova in condizioni di “distress finanziario”. In questo scenario, ogni proposta di sviluppo all’estero viene soppesata con una certa diffidenza: può significare nuove commesse, ma anche il rischio che competenze e valore industriale migrino fuori dai confini nazionali.
La distinzione tra internazionalizzazione e delocalizzazione, quindi, non è retorica. Se le imprese italiane sapranno usare l’Algeria come mercato aggiuntivo, mantenendo in patria progettazione e ingegneria, il progetto diventa una leva. Il forum di settembre sarà un banco di prova non solo per Stellantis, ma utile a capire se la filiera italiana sa ancora giocare in trasferta.
