Stellantis col termico dopo il 2030: ecco il motore salva Termoli

Un momento storico per Stellantis, che annuncia: termico col motore GSE FireFly Euro 7. Che verrà prodotto a Termoli (dove era in progetto la Gigafactory).
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Al Tavolo Automotive del 30 gennaio 2026, Stellantis annuncia: termico col motore GSE (Global Small Engine) FireFly Euro 7, per proseguire col benzina oltre il 2030. Il capo della divisione europea Emanuele Cappellano assicura la produzione di motori a combustione interna per il futuro, integrandoli con tecnologie moderne per ridurre emissioni e mantenere competitività nei mercati dove la richiesta per veicoli non completamente elettrici rimane alta. Si faranno a Termoli.

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L’elettrico è un flop

Nonostante gli sforzi per l’elettrico, in Europa la domanda per veicoli BEV è ancora fortemente dipendente da incentivi, infrastrutture di ricarica e prezzi accessibili. Questi fattori frenano un’adozione rapida come avvenuto in altri Paesi. Le normative UE che impongono target stringenti di emissioni e l’obiettivo originario di vendere solo auto a zero emissioni dal 2035 sono oggetto di revisione e contestazioni da parte di grandi costruttori, Italia inclusa. Questo da un lato crea incertezza normativa, dall’altro spinge Stellantis a mantenere capacità produttiva di motori termici “futuri” adeguati agli standard.

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L’idea di libertà di scelta per il cliente fa parte di un approccio più ampio: l’azienda vuole offrire molteplici soluzioni di propulsione (elettrico puro, ibrido, ibrido leggero, termico avanzato) per mantenere quote di mercato rilevanti nei segmenti dove la transizione elettrica è più lenta, dice Cappellano.

Dalla Gigafactory di Termoli al GSE FireFly Euro 7

Le illusioni dei green sulla Gigafactory di Termoli da parte di ACC (con Stellantis e Mercedes) muoiono all’alba. Inutile fare batterie per elettriche che nessuno compra e nessuno vuole. Sì al motore GSE FireFly, una famiglia di motori a combustione interna leggeri e moderni sviluppati per offrire efficienza, prestazioni e compliance con le normative sulle emissioni. Originariamente introdotti su modelli come la Fiat 500 Hybrid, questi motori sono caratterizzati da cilindrate ridotte ma ottimizzate per consumi e emissioni, tecnologie di ibridazione per ridurre l’uso del motore termico nelle fasi di marcia a bassa velocità o in rilascio. Con modularità e adattabilità progettuale su diversi modelli di veicoli Stellantis.

Adeguamento alla normativa Euro 7

La grande novità è che Stellantis ha pianificato investimenti per aggiornare questi motori GSE alla futura normativa Euro 7, che entrerà in vigore dopo il 2030. Questa normativa prevede limiti di emissioni più stringenti rispetto all’Euro 6 e richiede maggiore efficienza complessiva di combustione. Grazie a questi adattamenti, i motori FireFly potranno continuare ad essere prodotti e venduti anche oltre il 2030, permettendo a Stellantis di mantenere linee produttive in Italia e salvaguardare posti di lavoro nelle fabbriche termiche

fiat 500 ibride

Il ruolo della tecnologia Mild Hybrid 48V

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Parte integrante della strategia ICE (Internal Combustion Engine) di Stellantis è la tecnologia mild hybrid a 48 volt, abbinata proprio ai motori FireFly. Comunque, l’azienda continua a investire in tecnologie elettriche, batterie e piattaforme BEV.

E per il ban termico 2035?

Il problema è rimandato. Dopo il 2030, ancora termico; ma se nel 2035 l’UE impone il ban alla benzina, sono dolori. Allora, o Bruxelles cancella il tutto elettrico grazie alla Germania, oppure quel motore ha una scadenza. Invendibile in UE. Inferiore ma di peso il ruolo della Francia, per ora pro elettrico. Scarso il peso specifico dell’Italia, alleata di Berlino. Decideranno i tedeschi: loro hanno imposto l’elettrico nel 2019, loro possono eliminarlo.