Stellantis: dopo cinque anni, cosa ha funzionato davvero e cosa invece no

Dopo cinque anni dalla sua nascita, ecco cosa ha funzionato davvero per Stellantis e cosa invece ha bisogno di una revisione.
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Stellantis è nata il 16 gennaio 2021 dalla fusione tra PSA e FCA, con John Elkann alla presidenza e Carlos Tavares alla guida operativa, poi sostituito nel giugno 2025 da Antonio Filosa. A poco più di cinque anni di distanza, il bilancio sui marchi europei del gruppo racconta una situazione molto eterogenea, con alcuni brand che hanno trovato una direzione riconoscibile e altri che faticano ancora a definire il proprio spazio.

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fiat Grande Panda Hybrid LaPrima

Fiat e Citroën si sono consolidate come le proposte più accessibili del gruppo, condividendo la piattaforma Smart Car su modelli come C3, C3 Aircross e Grande Panda, con altri due SUV Fiat, ovvero Grizzly e Fastback, attesi sulla stessa base. Citroën presidia soprattutto i segmenti B e C, Fiat si concentra su A e B, ed entrambe possono contare anche sul buon riscontro delle microcar senza patente, con la Ami arrivata poco prima della fusione e la Topolino come sua gemella più recente. Abarth, al contrario, ha sofferto in modo evidente il passaggio all’elettrico imposto dalla fine della precedente 500, con le attuali 500e e 600e che non sono riuscite ad andare oltre una nicchia molto ristretta di acquirenti. In seguito a questo flop, lo Scorpione dovrebbe fare un passo indietro e tornare ai motori benzina.

New-Peugeot-E-3008
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Peugeot ha completato il proprio riposizionamento con maggiore convinzione rispetto ad altri marchi del gruppo, collocandosi a metà strada tra generalista e premium con un design più sofisticato e il vantaggio di ricevere per prima alcune innovazioni tecniche, dalla piattaforma STLA Medium alle batterie ACC lanciate su 3008 e 5008. Sarà inoltre la futura e-208 a inaugurare la STLA Small nel 2027, prima ancora della nuova Opel Corsa. Proprio Opel continua a faticare nel ritagliarsi uno spazio chiaro accanto al Leone, nonostante l’utilizzo sia della Smart Car per la Frontera sia della STLA Medium per la Grandland. I progetti annunciati in origine per dare al marchio tedesco una fascia alta più definita, come il SUV-coupé Manta e la nuova Insignia elettrica, sono stati cancellati.

DS PERFORMANCE Line

DS, che ha compiuto dieci anni nel 2024, ha scelto una strada e un posizionamento premium centrato sul comfort, ma la formula non sembra aver convinto il pubblico a cui si rivolge. La DS 9 è uscita quasi in sordina, la compatta N°4 resta molto lontana dai numeri delle rivali tedesche e la N°8 elettrica su STLA Medium sembra avere soprattutto un ruolo di immagine. Il 2026 sarà decisivo con la nuova DS N°7, attesa in primavera, mentre la futura DS N°3 su STLA Small dovrebbe tornare a una carrozzeria da vera utilitaria nel tentativo di ritrovare l’effetto che aveva avuto la prima DS 3, capace a suo tempo di cavalcare la stessa onda rétro-chic di Fiat 500 e Mini.

Alfa Romeo ha allargato la gamma verso il basso con Tonale e Junior, ma il vero rilancio del Biscione resta legato al rinnovamento di Giulia e Stelvio, che continua a slittare e che ora viene collocato nel 2028. Lancia sta provando a costruire un posizionamento premium più elegante e sobrio, ripartendo dalla nuova Ypsilon come unico modello attuale e preparando l’arrivo del C-SUV Gamma e della futura Delta entro il 2029, anche se non ancora confermato, con una rinascita che per ora procede lentamente sul piano commerciale. Maserati resta il caso più preoccupante, con una gamma che si regge su GranTurismo, GranCabrio, MC20 e Grecale dopo la cancellazione di progetti come un grande SUV e la nuova Quattroporte, scomparsi dal radar già nel 2024.

Alfa Romeo Giulia e Stelvio Quadrifoglio
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A complicare il quadro europeo c’è un contesto in cui la domanda di elettriche non tiene il passo degli investimenti necessari a sostenerla, rendendo l’obiettivo di abbandonare il termico entro il 2030 non più realistico. Stellantis sta rivedendo i propri piani in chiave multi-energia, cercando maggiore flessibilità, mentre la joint venture con Leapmotor per distribuire elettriche cinesi a basso costo in Europa rappresenta un tentativo di trasformare la pressione competitiva dei marchi asiatici in un’opportunità, anche se resta da capire se questa strategia finirà per rafforzare il gruppo o per introdurre un concorrente ancora più pericoloso nel cuore del suo stesso mercato. La nuova era del gruppo Stellantis potrebbe iniziare il prossimo 21 maggio, quando Antonio Filosa presenterà il nuovo piano industriale del gruppo automobilistico.