Lo stabilimento Stellantis di Melfi vive una fase di crescente inquietudine tra i lavoratori, che nel giorno dell’audizione parlamentare del CEO Antonio Filosa hanno ribadito le proprie perplessità sulla direzione industriale annunciata per il sito lucano. La trasformazione in un polo dedicato a vetture del segmento medio-alto e a modelli premium, confermata dal gruppo, non sembra aver dissipato i dubbi di chi misura le prospettive occupazionali sulla base dei volumi produttivi, non delle strategie.

Il confronto che alimenta maggiore apprensione è quello con Cassino, dove la scelta di concentrare la produzione su vetture di fascia alta non ha impedito lunghi periodi di difficoltà, giornate ridotte e un ricorso persistente alla cassa integrazione. Per molti operai di Melfi quel precedente rappresenta un segnale d’allarme difficile da ignorare, soprattutto quando i modelli destinati allo stabilimento sembrano seguire una traiettoria analoga in termini di posizionamento e di prezzo.
La nuova Jeep Compass, che dovrebbe costituire uno dei pilastri produttivi del sito, ha un listino atteso superiore ai 40.000 euro, una soglia che secondo i lavoratori rischia di limitarne la capacità di sostenere ritmi adeguati. Ancora meno rassicurante appare la prospettiva legata a DS 7 e DS 8, percepiti come troppo costosi per generare numeri sufficienti. Le attese si concentrano anche su Lancia Gamma e su un futuro modello Alfa Romeo, ma quest’ultimo non dovrebbe arrivare prima del 2028, un orizzonte troppo lontano per chi vive l’incertezza quotidiana della fabbrica.

“A noi servono auto che facciano numeri per permetterci di lavorare e sopravvivere”, sintetizza un operaio, dando voce a un malessere che coinvolge tanto i dipendenti più anziani quanto i giovani assunti negli ultimi anni. Il ricordo corre ai modelli che in passato hanno assicurato piena operatività, come la Punto e la Renegade, vetture accessibili che garantivano volumi elevati e lavoro continuativo. Senza quella componente, il rischio è che la riconversione verso il premium resti una strategia priva delle basi produttive per reggere nel tempo.
