Stellantis, resa dei conti: i tagli, la spalla cinese e le piccole elettriche

Oggi 21 maggio Antonio Filosa presenta il piano strategico di Stellantis: tutto quello che c’è da sapere sul Capital Markets Day.
antonio filosa stellantis

Oggi pomeriggio (le 8 del mattino ad Auburn Hills, in Michigan), Stellantis presenterà i suoi piani in occasione del Capital Markets Day. Antonio Filosa, per la prima volta da quando ha preso le redini del gruppo lo scorso giugno, spiegherà agli investitori dove vuole portare uno dei colossi automobilistici più malconci degli ultimi anni.

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L’eredità di Carlos Tavares, ossessione per i tagli, margini sopra tutto, marchi trattati come voci di bilancio, ha lasciato il segno. Filosa, 52 anni, ex uomo Jeep e poi responsabile delle attività nordamericane, vuole cambiare registro. Il piano che presenterà ruota attorno a tre assi: concentrare gli investimenti sui marchi davvero redditizi, costruire partnership industriali con i produttori cinesi, spingere sull’elettrico accessibile. Semplice a dirsi, così, in poche parole.

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Sul fronte dei marchi, la direzione è quella di una selezione più netta. Jeep, Ram, Peugeot e Fiat sembrano destinati a costituire il nucleo strategico del Gruppo, mentre gli altri quattordici marchi vengono riposizionati su traiettorie più regionali o mirate. Filosa, però, esclude esplicitamente tagli ai marchi: eliminarli, aveva detto al summit del Financial Times, significherebbe regalare quote di mercato alla concorrenza. La logica è adattare gli investimenti al potenziale reale di ciascuno, non cancellare ciò che non rende abbastanza.

Il capitolo più rilevante, e anche il più delicato, riguarda la Cina. Stellantis possiede il 21% di Leapmotor dal 2023 e commercializza i suoi modelli fuori dalla Cina tramite la joint venture Leapmotor International. Ora Filosa vuole produrre modelli Leapmotor direttamente in Europa, aggirando i dazi di Bruxelles sulle elettriche cinesi e riempiendo stabilimenti che girano al minimo.

Con Dongfeng, invece, è in arrivo un investimento congiunto da circa un miliardo di euro per produrre a Wuhan futuri modelli elettrificati Jeep e Peugeot, destinati sia al mercato cinese sia all’export. A completare il quadro, l’ingresso del marchio Voyah di Dongfeng in Europa attraverso una nuova joint venture.

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Sul versante elettrico, il progetto Stellantis chiamato “E-Car” punta a una piccola auto da circa 15.000 euro, prodotta a Pomigliano d’Arco dal 2028, potenzialmente declinata su più marchi del gruppo tra cui Fiat, Citroën e, forse, Opel.

Convincere gli investitori che aprirsi ai produttori cinesi sia una mossa di competitività e non lo spettro di una dipendenza strutturale non sarà di certo facile. È pur sempre una rottura netta con la dottrina delle sinergie interne che ha caratterizzato il gruppo dalla fusione PSA-FCA.