Stellantis si affida alla Cina per tornare competitiva

Stellantis mira a nuove partnership con costruttori cinesi per ridurre i costi e accelerare i tempi di sviluppo.
filosa, stellantis

Le partnership con costruttori cinesi stanno assumendo un peso sempre più rilevante nella strategia industriale di Stellantis, soprattutto ora che il gruppo si prepara a illustrare la nuova tabella di marcia in occasione del Capital Markets Day previsto per domani 21 maggio ad Auburn Hills, vicino a Detroit. Con una quota di mercato europea che sarebbe scesa dal 22% al 16% e un calo altrettanto significativo negli Stati Uniti, dove il gruppo sarebbe passato dall’11,6% all’8,2%, la ricerca di alleanze capaci di abbattere i costi e accelerare i tempi di sviluppo appare oggi una priorità difficilmente rinviabile.

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L’intesa più avanzata è quella con Leapmotor, che prevede già la produzione di modelli elettrici negli stabilimenti spagnoli di Madrid e Saragozza attraverso una joint venture controllata al 51% da Stellantis. Secondo alcune indiscrezioni, il gruppo starebbe valutando la possibilità di cedere lo stabilimento madrileno direttamente alla joint venture, rafforzandone così l’autonomia operativa. Non si esclude inoltre che le tecnologie sviluppate dal costruttore cinese possano essere impiegate anche per futuri veicoli a marchio Opel, aprendo di fatto la strada a una condivisione tecnologica.

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Alla lista si aggiunge anche Dongfeng, partner storico di Stellantis in Cina. Le due aziende investiranno insieme nello stabilimento di Wuhan per assemblare modelli Peugeot e Jeep destinati ai mercati internazionali, trasformando quella che finora è stata una collaborazione prevalentemente locale in una piattaforma produttiva con ambizioni globali. Secondo le ultime indiscrezioni, non sarebbero escluse ulteriori forme di condivisione o cessione di siti europei, tra cui La Janais vicino a Rennes e alcuni impianti in Italia e Germania, anche se Stellantis non ha confermato questi scenari.

dongfeng

Il ruolo delle alleanze cinesi si inserisce nella nuova strategia di Stellantis dove marchi come Jeep, Ram, Peugeot e Fiat vengono indicati come prioritari per volumi e marginalità, mentre brand come Opel, Citroën e Chrysler potrebbero assumere un perimetro più circoscritto su base regionale. Diversi analisti considerano la direzione ragionevole, pur segnalando che le partnership da sole difficilmente potranno risolvere fragilità strutturali che il gruppo si porta dietro ormai da diversi trimestri, a causa principalmente di una pressione regolatoria europea sempre più in aumento, eccesso di capacità produttiva e costi industriali ancora elevati.